| La Coperta Abruzzese 
Roma, 2004
SOMMARIO I. Il filo della vita II. Le opere, una tessitura di memoria e di azione III. Silone racconta se stesso La stessa canzone Lo stesso protagonista Le montagne, gli abruzzesi e gli eremiti La via di Fontamara L'asino e il cafone I racconti vicino al camino Educazione familiare I fratelli tranquilli Quando la disperazione diventa un rimorso L'assistenza inadeguata Mancanza di rispetto Il bivio La tromba e le campane Socialista finalmente A Roma senza il pane di casa Le anime comprate La pazzia del rivoluzionario di professione Il ritratto fosforescente e le scritte sui muri Vita rischiosa di un militante clandestino Scontrasi con un abietto, schifosissimo traditore Per non tradire gli ideali Un genere di dolore difficile da comunicare Sospensione a divinis dal Partito Tutto inutile? La Svizzera e gli spaghetti La nostalgia e la passione politica Le ideologie che hanno tradito La terza strada Del ritorno suo Il "caso" letterario e non solo Un combattente ferito a morte
IV. Silone nei ricordi familiari V. Cronologia della vita e delle opere VI. Immagini

E’ del tutto naturale - come nella trama della tessitura di una coperta abruzzese - collegare il filo colorato di ricordi personali e familiari (Cap. I e IV) allo stesso colore del capo di una testimonianza o di una vicenda romanzata (Cap. II e III): l’intreccio è riscontrabile sulla oggettiva cronologia della vita (Cap. V). Silone prosegue nella forma del romanzo la sua canzone o programma politico, iniziato in forma di militanza partitica. I suoi romanzi costituiscono una reale autobiografia per le copiose oggettive coincidenze di avvenimenti, situazioni ed esperienze; ma sono anche, nella trasfigurazione artistica, la continuazione, rivissuta nell’intreccio dei racconti e realizzata nella tensione morale, delle stesse lotte e dei programmi politici che lo hanno impegnato e fortemente segnato, nella dura realtà di un’inequivoca esistenza, sempre cristiana e sempre socialista. L’uomo Silone, il politico, lo scrittore sono inscindibili. La vita e le opere di Ignazio Silone, tessono, quindi, senza alcun artifizio, un’unica tela, in cui i fili d’ordito delle opere si intrecciano con il filo continuo della sua vita. 
Maria Moscardelli - nipote di Giulia Tranquilli, cugina di Secondino Tranquilli (Ignazio Silone) - ha conosciuto e frequentato, assieme ai genitori e ai fratelli, lo scrittore, dal momento del suo ritorno in Italia, dopo la caduta del fascismo. Con Darina Silone ha avuto, nel tempo, scambi d’opinioni e di ricordi su Ignazio Silone.
Alla fine degli anni '50, un giorno Silone chiede a Raffaele se gli può trovare una coperta tessuta dalla madre la pagherebbe qualsiasi cifra. Raffaele gli mostra alcune coperte abruzzesi tessute a mano: Silone riconosce in una bellissima coperta di lana, dagli inconfondibili colori rosso e nero, quella uscita dalle mani della madre. Naturalmente il cugino non accetta nulla in cambio, ma un giorno Maria è incaricata di portare da Roma a casa di Raffaele una medaglia d'oro che Silone aveva ricevuto per un premio.
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