La polizia fascista registra "trovasi tuttora all'estero. Il dicembre scorso ha spedito da Zurigo a tal Elvira Delli Quadri a Pescina, sua lontana parente, un vaglia internazionale di lire 100 (...) si conferma la iscrizione del Tranquilli nella categoria degli elenchi delle persone pericolose da arrestarsi in determinate contingenze".
1935
gennaio
16/01/1935
Il direttore della polizia politica fascista, il 16 gennaio 1935, scrive che "il Tranquilli non fa mistero del suo odio profondo contro il fascismo cui, da comunista qual'è, attribuisce la morte del fratello Romolo, avvenuta nelle carceri italiane, che egli cercò di giovare quando tentò di prestarsi come nostro informatore".
1935
gennaio
21/01/1935
Ascona
E' al sanatorio di Ascona, poi a Zurigo e Lugano
1935
febbraio
14/02/1935
Il doppiogiochista Sampieri, in una relazione fiduciaria del 14 febbraio 1935 alla polizia politica, propone che Silone non "continui a seminare i suoi strali velenosi su tutti i continenti; e mi sembra percio' che si dovrebbe mettere in atto un sistema per eliminare il male...mi sembra che il Tranquilli sia molto vicino al chirurgo, e che sarebbe ora di completargli la cura".
1935
febbraio
17/02/1935
Lugano
Il confidente Bazzi, nel rapporto del 17 febbraio 1935, afferma che Silone “E' realmente ammalato... non ha alcuna intenzione di recarsi in Italia...i suoi propositi sono rivolti a un'attivita' intellettuale e editoriale. ...la sua opposizione al fascismo, almeno in questo periodo, è un'opposizione dottrinaria, intellettuale, che prescinde da ricorso a atti criminosi"
1935
marzo
24/03/1935
Nella nota di polizia del 24 marzo 1935 è scritto: “il predetto [Tranquilli] non fa mistero del suo profondo odio contro il fascismo; manterrebbe attiva corrispondenza con i compagni di Parigi allo scopo di compiere un gesto vendicativo”. La sua fotografia viene inserita nel "Bollettino delle ricerche".
1935
aprile
01/04/1935
Lugano
La polizia politica annota, il 1 aprile 1935, che "da indagini riservatamente svolte è risultato che il nominato in oggetto si trovava fino a qualche mese fa a Lugano, e aveva interrotto ogni rapporto con gli ambienti sovversivi di Zurigo. Alcuni giorni fa egli è però tornato in questa città, ove è stato visto nei locali della nota libreria della Langstrasse, gestita dalla sua amante Gabriella Maier".
1935
maggio
10/05/1935
Ascona
La polizia politica annota, il 10 maggio 1935, che "il Tranquilli è stato tempo addietro ad Ascona, senza farsi vedere nei luoghi pubblici e tenendosi completamente appartato".
1935
maggio
30/05/1935
Zurigo
La polizia politica annota, il 30 maggio 1935, che "la nominata ‘Shifendel’ è la amante del noto Tranquilli Secondino… che non è stato finora oggetto di provvedimenti di polizia e si trova tuttora a Zurigo. Le autorità competenti lo sorvegliano pero’ strettamente e si propongono di espellerlo qualora la sua condotta politica dia luogo a rilievi”.
1935
luglio
01/07/1935
Il Consolato generale d'Italia a Berlino riferisce (con dispaccio 19 luglio 1935) che , per ordine della polizia segreta di stato, il 1 luglio è stato disposto il sequestro in Prussia del volume "Derfascismus". L’opera, infatti, è letta e commentata principalmente negli ambienti degli esiliati tedeschi, ed alcune copie circolano clandestinamente in Germania.
1935
ottobre
15/10/1935
Il Ministero dell'Interno dispone il divieto di introduzione e circolazione nel Regno del libro ‘Fazism’ scritto da Ignazio Silone (pseudonimo di Tranquilli).
1936
Zurigo
Pubblicazione di Pane e vino (Zurigo, 1936, in tedesco). Edizione in lingua italiana a Lugano nel 1937.
1936
gennaio
Ginevra
Assieme a Egidio Reale fonda, con esplicita reminiscenza risorgimentale mazziniana, le "Nuove edizioni di Capolago", centro editoriale indipendente dai partiti per pubblicare libri di scrittori italiani proibiti dalla censura fascista.
1936
gennaio
12/01/1936
Zurigo
La polizia registra (12 gen. 1936): "risiede tuttora a Zurigo Germaistr. 53 (presso Fleiscmann). La di lui amante Seidenfeld Gabriella ha recapito anche in Zurigo Ekkehrad strasse 24".
1936
agosto
10/08/1936
Barcellona
E' a Barcellona e poi a Parigi.
1936
agosto
30/08/1936
Zurigo
In una lettera aperta alla rivista comunista Das Wort di lingua tedesca, pubblicata a Mosca, declina l’invito a collaborare perché rifiuta di “divenire un fascista e anche un fascista rosso”.
1936
dicembre
Zurigo
Silone progetta una rivista (palesemente in contrapposizione a Das Wort) dal titolo Das Freie Wort, per un socialismo umanista, anticapitalistico, e in difesa della libertà della cultura.
1937
gennaio
Riceve vari premi letterari, dall'America (gennaio 1937), dalla Società Letteraria di Zurigo (febbraio 1937), dal “Book of the month club” (febbraio 1937), i cui proventi destina in parte agli intellettuali italiani che combattono in Spagna contro il franchismo.
1937
febbraio
12/02/1937
Un critico letterario, informatore della polizia politica fascista e infiltrato tra gli antifascisti, riesce a pubblicare, addirittura sul periodico Giustizia e libertà, una stroncatura di Pane e vino e di Silone, rappresentato come mero "propagandista dell'antifascismo". (E’, questo, l'avvio di una velenosa critica letteraria italiana, ostile a Silone e alla sua poetica socialista e cristiana; critica che sara' ripresa e sviluppata, sostanzialmente negli stessi termini, nel dopoguerra, dall'intellighenzia comunista, nonostante e contro il successo internazionale della sua opera).
1937
marzo
Il legame con Gabriella Seidenfield è già da tempo cambiato, ma resteranno sempre in rapporti affettuosi, anche dopo il rientro in Italia dopo la sconfitta del fascismo. (A Roma, dove Gabriella, probabilmente su sua segnalazione, lavorerà per il Partito socialdemocratico, resteranno in contatto e continueranno ad incontrarsi. Silone l'aiuterà finanziariamente, anche per il tramite dei suoi collaboratori di Tempo Presente.
Gabriella morirà nel 1977, un anno prima di Silone).
1937
giugno
07/06/1937
Scrive a Tasca di sentirsi molto vicino alle posizioni da lui esposte nella discussione precongressuale del Partito Socialista, ma soggiunge : "non so se sarò io ancora capace di entrare in un partito".
1937
luglio
29/07/1937
Scrive a Tasca sull'ipotesi di curare una pagina mensile sul Nuovo Avanti, per "emancipare la critica socialista dalla soggezione in cui si trova rispetto all'apparato comunista... stimolando la dignità del pensare, del dubitare, del riflettere, del cercare". L'iniziativa è abbandonata dopo un soggiorno a Parigi.
1937
agosto
11/08/1937
Scrive a Libera stampa di Lugano per rettificare alcune affermazioni relative alla propria posizione sul cattolicesimo: sotto l'impulso della stessa educazione religiosa ricevuta e dai primi anni della sua gioventu' "ha rotto ogni legame con la chiesa cattolica, i suoi dogmi e i suoi atteggiamenti di fronte alla societa' nella quale noi viviamo". Il cristianesimo ci ha lasciato un'eredita' piu' ricca e piu' seria di quella della sua tradizione intellettuale: "i veri eredi della tradizione cristiana non sono ora da ricercare in seno alla Chiesa".
1937
settembre
01/09/1937
Zurigo
Indirizza una lettera aperta ai giornali di sinistra in lingua tedesca per contestare gli attacchi da Mosca contro Andrè Gide, accusato, sulla base di documenti falsi, di essere un agente nazista al servizio della Gestapo. Andrè Gide aveva condannato la repressione attuata in Urss.
1937
settembre
02/09/1937
Scrive a Rainer Biemel (editore francese di Pane e vino) “il bisogno di verità e sincerità che mi ha allontanato dalla politica dei partiti è l’impulso principale che mi sostiene nel lavoro letterario”.
1937
ottobre
12/10/1937
La relazione 12 ottobre 1937 del Ministero dell'Interno, un promemoria su Silone per Mussolini, ne riassume la storia politica e personale. Tra l’altro espone che Secondino Traquilli fornì alla polizia politica “disinteressatamente delle informazioni generiche circa l'attività dei fuorusciti, nell'intento di giovare al fratello, cui dedicò Fontamara a sfondo acidamente antifascista”. Ed ancora: “uomo d'ingegno assai vivace .. piu' che i suoi scritti e i suoi romanzi, la pubblicita' che a essi hanno fatto i giornali di sinistra ... ha fatto acquistare al ‘Silone’ una larga notorieta' nelle masse straniere antifasciste... consentendogli cosi' guadagni che gli permettono di vivere alla meno peggio. Dal punto di vista politico si puo' considerare oggi un isolato che vive ai margini dei vari gruppi politici antifascisti”.
1937
ottobre
14/10/1937
Zurigo
Ad un sedicente amico, spia della polizia politica fascista, e di cui probabilmente sospetta il doppiogioco, confida : "Io i miei libri li scrivo non per gli antifascisti, perche' questi siccome sono formati e hanno le loro idee non ne hanno bisogno di altre. Io invece li scrivo per i fascisti".
1937
novembre
03/11/1937
Salvemini, in una lettera a Silone del 3 nov. 1937, scrive : "ella conosce meravigliosamente la mentalita' della media e piccola borghesia meridionale.... i contadini meridionali sono ignoranti, ma non stupidi ... e non c'e' nessun avvocato che possa ingannarli". Silone replica: "vedendo in questo modo le cose aiuto a capire come il fascismo sia stato possibile, come abbia potuto mantenersi finora, come abbia potuto portare a termine la guerra d'Abissinia, come abbia potuto mandare 40 o 100 mila volontari in Spagna. Vi erano certamente, in Italia, prima del fascismo, varie centinaia di migliaia di contadini abbastanza progrediti e che il fascismo ha sottomessi, disorganizzati, avviliti e condotti al livello dei contadini piu' arretrati."
1937
Zurigo
Scrive La scuola dei dittatori (pubblicato in tedesco, 1938, Zurigo).